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Elogio della politica
Profilo critico dei partiti nella Prima Repubblica

di Paolo Bagnoli, pp 148, European Press Academic Publishing

In poco più di cento pagine Paolo Bagnoli ripercorre le vicende dei principali partiti politici italiani. E' una storia delle strategie politiche che, nel periodo della Prima Repubblica, hanno caratterizzato la lotta politica e i disegni (o le illusioni) di riforma e di governo del nostro paese.

Il testo di Bagnoli non solo è interessante dal punto di vista storico. Soprattutto è utile a chi si occupa di comunicazione politica. Elaborare una strategia è infatti fondamentale per fare politica; il dramma, all'opposto, si verifica quando si fa politica senza avere una strategia.

Una strategia politica inizia con l'analisi del contesto sociale e valoriale nel quale si vuole operare, come Bagnoli mette in luce illustrando la parabola della Dc che dal dopoguerra si configura come 'il partito degli italiani'. Elaborare una strategia significa anche posizionarsi nell'arena politica sapendo differenziarsi dagli altri concorrenti, come Togliatti intuì e attuò al suo rientro in Italia. Una strategia vincente non si fa prendere in contropiede dal cambiamento dei tempi, come accadde al Partito d'Azione, né si irrigidisce di fronte all'evolvere della situazione (l'esempio della segreteria Craxi) o teme i tempi che verranno (la segreteria Moro). Una strategia politica deve conformarsi al contesto istituzionale, altrimenti diventa fonte più di equivoci che di vantaggi (come accade al Psi nella stagione del Centrosinistra).

Questi e tanti altri insegnamenti sulle strategie politiche si possono ricavare riflettendo sulle pagine di Bagnoli, che ci conducono - ripercorrendo le stagioni del Compromesso storico, del Partito Armato e della Partitocrazia - fino alle soglie della Seconda Repubblica attraverso l'analisi della nascita e dell'ascesa della Lega e di Forza Italia. E l'approdo finale si tinge, inevitabilmente, di nostalgia per il passato. Pur fra errori, illusioni e fallimenti le stagioni politiche precedenti a Tangentopoli hanno prodotto disegni, visioni sul futuro del nostro paese. E oggi? Possiamo dire lo stesso dei protagonisti dell'odierna stagione politica?

La domanda è retorica. Bagnoli ci indica nel capitolo finale una sua prospettiva di soluzione al problema di un bipolarismo litigioso e fideistico nel quale "quelli che si chiamano 'partiti' più che organizzare la gente sono essenzialmente macchine elettorali al servizio del leader di turno".

Noi, per concludere, ci limitiamo a ricordare che non c'è politica se non c'è una strategia che la indirizza; né c'è comunicazione che possa supplire alla mancanza di politica. Ecco perché per andare oltre la Prima Repubblica occorre non dimenticare l'indicazione di Paolo Bagnoli e, seguendo il titolo del suo volume, ripartire da un "elogio della politica".

Riccardo Rudelli

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Elogio della politica

La scienza della formazione politica

Paolo Bagnoli è professore ordinario di Storia delle dottrine politiche. Insegna presso l'Università di Siena e l'Università Bocconi di Milano. Da anni collabora come commentatore politico a quotidiani e riviste. È stato Vice-presidente della Provincia di Firenze e Senatore della Repubblica. Con la casa editrice Epap ha pubblicato anche "Italia eretica. Un paese civile tra politica e cultura"

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